Impianti di Allarme Intrusione: come guadagnare di più ed evitare contestazioni
Perché devi sapere quello che sto per dirti sugli impianti di allarme intrusione.
Se installare impianti d’allarme ti sembra un’impresa titanica o una scocciatura, è perché nessuno ti ha mai spiegato le norme in modo chiaro e applicabile al cantiere.
Ti trovi a dover tradurre regolamenti scritti da burocrati con poca esperienza in campo?
Ti senti sommerso da mille obiezioni dei clienti che non capiscono la differenza tra un impianto di qualità e una vera sola a basso costo?
Bene, questo articolo è scritto per te.
Scoprirai come fare impianti d’allarme intrusione a norma senza perdere tempo, senza farti comprare materiali inutili e soprattutto senza perdere soldi in tediose contestazioni che mi è capitato di assistere in passato dopo la nostra perizia…
Non si tratta solo di montare qualche sensore qua e là, ma di proporre un sistema efficace e sicuro, in linea con le norme vigenti e con le esigenze specifiche di ogni cliente per ogni ambiente.

Norma CEI 79-3: come scegliere il livello di prestazione adeguato
Valutare il livello di sicurezza di un impianto è come scegliere l’ombrello giusto: se prendi quello da due euro del supermercato, ti ritrovi fradicio al primo vento.

La norma CEI 79-3, aggiornata a gennaio 2025 classifica gli impianti di sicurezza in quattro livelli:
- Livello 1 (Rischio Basso)
La probabilità di furto è bassa e il danno che ne consegue è basso.
Può essere il caso di un piccolo monolocale sprovvisto di beni di valore.
È come avere un ombrello pieghevole: utile, ma non per una pioggia forte.
- Livello 2 (Rischio Medio-Basso)
La probabilità di furto o il danno che ne consegue non sono più tanto bassi.
Può essere il caso di una villetta, di un negozio, di un ufficio, ecc.
È un po' come un giubbotto antipioggia: protegge, ma non garantisce l'invulnerabilità.
- Livello 3 (Rischio Medio-Alto)
La probabilità di furto o il danno che ne consegue iniziano ad essere importanti. Può essere il caso di una gioielleria, di una banca, ecc.
Qui si passa al livello "impermeabile professionale”.
- Livello 4 (Rischio Alto)
La probabilità di furto o il danno che ne consegue sono elevati. In genere in questi casi si può considerare che gli intrusi o i rapinatori abbiano le capacità o le risorse per pianificare in dettaglio un’intrusione o una rapina e che dispongano di una gamma completa di attrezzature, compresi i mezzi di sostituzione dei componenti dei sistemi antifurto e rapina come nella serie La Casa di Carta.
Può essere il caso del caveau di una banca, quello di un casinò, ecc.
È come avere un bunker antiatomico per la sicurezza.

Grazie all’analisi del sito, l’installatore, il committente (o chi per lui [con la nuova edizione della norma]) determina il livello minimo di prestazione dell’impianto d’allarme.
Sei sicuro di saper spiegare questa classificazione al cliente senza farlo addormentare?
E soprattutto, sai come applicarla in cantiere senza comprare prodotti o sprecare tempo in soluzioni inutili?
Impianto d’Allarme Intrusione a norma: perché fare le cose bene ti fa guadagnare di più
Hai mai dovuto tornare su un impianto perché qualcosa non funzionava? O peggio, hai mai visto un cliente infuriato perché l’allarme suonava ogni tre per due?
Fare le cose bene fin dall’inizio ti evita questi problemi. Se sai come scegliere i sensori giusti, eviti allarmi impropri e non devi più tornare a spostare dispositivi a caso sperando che tutto funzioni.
Inoltre, conoscere le norme evita di farti comprare materiali inutili. Quante volte il rappresentante del marchio X ti ha detto che “questo sensore è il migliore”? Ma per cosa? Se sai come funzionano le normative e quali sono le tecnologie più performanti, sei tu a decidere cosa comprare, non il venditore.
Il ruolo della Centrale di Controllo: il direttore d’orchestra del tuo impianto
Un impianto d’allarme funziona come una squadra ben organizzata: ogni componente ha il suo ruolo specifico, e se uno manca o se gioca in un ruolo sbagliato, il sistema non è efficace.
Se sbagli la scelta dei rivelatori (i giocatori) è un problema, ma lo è anche se l’allenatore (la centrale) non li prepara bene.
Di certo non vuoi che l’impianto diventi un giocattolo rumoroso e fastidioso o che, peggio ancora, non riveli un allarme quando deve farlo.
Come ben sai, la centrale è il cervello del sistema ma certe configurazioni sbagliate, come l’installazione delle resistenze di bilanciamento in centrale anziché in campo, può rendere inefficiente l’impianto di allarme.
E questo può farti perdere tempo e soldi, con clienti che ti chiamano spaventati perché l’impianto non ha suonato nonostante un malintenzionato sia entrato negli ambienti protetti.
La centrale di controllo è il cuore dell’impianto, coordina tutti gli elementi per garantire la massima sicurezza. È un po’ come il capotreno di un convoglio ad alta velocità: senza di lui, nessuno sa dove andare.

Grazie ai moduli GSM, LAN, ecc. la centrale può inviare le notifiche di emergenza anche in caso di problemi con la linea telefonica, perché la sicurezza non deve mai dipendere da un solo fattore.
Per tutti questi motivi devi installare la centrale in una zona protetta (ad es. in un locale munito di rivelatori di movimento) ed evitare sia individuabile facilmente. Per quest’ultimo caso c’è una regola essenziale da rispettare nonostante molti installatori la disattendono: non devi installare la sirena interna in prossimità della centrale.
Il ladro, per tacitarla, può accorgersi della centrale e tentare di manometterla.


Alimentazione e autonomia degli impianti d’allarme
Un impianto d’allarme che si spegne alla prima interruzione di corrente è inutile quanto un semaforo spento in un incrocio trafficato. Per questo motivo, ogni sistema deve essere dotato di una batteria di emergenza in modo che, anche se c'è un blackout, il tuo impianto non farà la fine di un telefono con l’1% di batteria.

Per saper dimensionare correttamente la capacità della batteria devi essere in grado di capire quali siano i consumi dei vari componenti e non rischiare di avere degli alimentatori sottodimensionati.
La batteria del sistema, ricaricata autonomamente, deve avere un’autonomia di funzionamento di almeno 12 ore in completa assenza di alimentazione esterna e una capacità di ricarica all’80% della capacità massima entro un periodo di 72 ore.
Tu sai dimensionare l’alimentatore e le batterie? O le installi a caso?
In una perizia a cui ho assistito, il Consulente Tecnico del giudice ha contestato l’installatore perché l’alimentatore era sottodimensionato di 2 mA…
Funzionalità avanzate per maggiore sicurezza
Gli impianti d’allarme intrusione moderni sono come smartphone di ultima generazione: non si limitano a fare il loro dovere, ma offrono funzionalità extra per rendere tutto più comodo ed efficace:
Accesso personalizzato: puoi gestire tutto con codici, tag RFID o card di prossimità, così non rischi di dimenticare la chiave come al solito
Gestione cablata e wireless: una combinazione perfetta per avere più opzioni di installazione
Notifiche in tempo reale: puoi ricevere avvisi su telefono, mail o tramite rete GSM per essere sempre informato
Controllo remoto: accendi, spegni e gestisci il sistema dal tuo smartphone, anche mentre sei in vacanza a sorseggiare un cocktail sulla spiaggia.
Ma anche in questo caso devi fare attenzione a certi aspetti come l’inserimento o il disinserimento dell’impianto. Ad es. lo sai che in un garage puoi impostare un ritardo di 45 s prima che il sistema vada in allarme quando entri con la macchina?
Se decidi di impostare un tempo maggiore devi farti sottoscrivere una liberatoria dal cliente altrimenti rischi serie contestazioni a seguito di un ingresso indesiderato in quanto non hai rispettato la norma.
Il grande mito: “Fare gli impianti a norma costa troppo”
Uno dei grandi timori degli installatori è che fare impianti d’allarme a norma sia un costo eccessivo e che i clienti non siano disposti a pagare.
Falso!
Un impianto di livello 1 (il minimo), se fatto bene, non costa molto più di uno scrauso.
La differenza?
Un impianto ben progettato ti evita problemi, ti fa guadagnare di più e ti rende più autorevole agli occhi del cliente.
E poi c’è un altro aspetto: se un tuo concorrente propone impianti fatti a norma e tu no, il cliente sceglierà lui. Perché anche chi vuole risparmiare sa bene che dormire tranquilli ha un valore ed un impianto di sicurezza non a norma non è proprio il massimo della vita.

Conclusione
Investire in un impianto d’allarme intrusione a norma è un po’ come mettere la cintura di sicurezza quando si guida: speri di non doverla mai usare, ma se succede qualcosa, sei felice di indossarla.

Quindi caro installatore, la sicurezza non è solo una questione di tecnologia, ma di competenza e professionalità. Ogni impianto di allarme che installi è un tassello in più per costruire la fiducia dei tuoi clienti e garantire loro la tranquillità che meritano visto che ti danno i loro soldi.
Scegliere i componenti giusti, rispettare le norme e sapere come configurare al meglio ogni dispositivo ti permetterà di distinguerti come un vero Professionista Elettrico.
E siccome so bene che il tuo tempo è prezioso e che un vero Professionista Elettrico ha sempre voglia di aggiornarsi, ho preparato per te una guida tecnica dettagliata, con approfondimenti esclusivi sui rivelatori.
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Alessio Piamonti